Profil de RiccardoIo non ho futuro, ma non...BlogListesLivre d'orPlus ![]() | Aide |
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14/12/2006 L'Africa si tinge di rossoQuello che mi accingo ad esporre è una delicata questione di politica estera non molto nota in Italia. E' una questione molto delicata
che non è molto facile da comprendere da parte di noi occidentali,
perché siamo spesso troppo disinformati su quanto accade sul continente
nero. Forse perché è un continente molto variegato e complesso per
poterlo comprendere leggendo il post di un blog. ![]() Clicca sull'immagine per leggere l'articolo Dall'inizio del nuovo millennio ad oggi la Cina ha fatto passi da giganti. In cinque anni ha raddoppiato il Pil e si sta attuando una rivoluzione interna che sta profondamente cambiando la composizione del Partito Comunista Cinese, rivoluzione che intende sradicare la corruzione dei dirigenti pubblici. Grazie alla propria crescita, al proprio insaziabile bisogno di energia e alla "disattenzione" dei paesi che hanno vampirizzato l'Africa nel millennio precedente, la Cina in Africa hanno attuato una politica molto - diciamo cosi' - dinamica. In cambio di risorse energetiche africane - soprattutto petrolio e gas naturale - ha stretto accordi commerciali con una quarantina di paesi, costruito infrastrutture, inviato medici e tecnici, investito miliardi di dollari spesso in investimenti considerati infruttuosi da statunitensi, francesi o belgi. Una condizione: che non riconoscano Taiwan. Questa politica offre oggi alti dividendi. E l'Africa pullula, per cosi' dire, di silenziosi e riservati lavoratori cinesi: operai, tecnici, manager, investitori, diplomatici. Questo è stato sempre fatto dagli occidentali, la svolta cinese è stata di non porsi come colonizzatori, ma come partner commerciali alla pari. E' da decenni che con la scusa del debito i "buoni" occidentali si accaparrano risorse naturali senza dare una contropartita all'Africa. La Cina in cambio di risorse naturali si offre appunto di costruire infrastrutture che sono essenziali per il continente nero. Solo che le infrastrutture vengono costruite dalle multinazionali cinesi, che hanno una altissima efficienza a causa dei bassi salari. Quello che sta accadendo, sotto il silenzio della stampa e delle organizzazioni internazionali è che nei paesi cinesi ad alta densità di popolazione si sta attuando una migrazione forzata verso l'Africa. Sia Hu Jintao che Wen Jabao hanno visitato ripetutamente l'Africa: e l'accoglienza principesca riservata ai delegati africani nel corso del recente summit di Pechino - un summit senza precedenti - voleva proprio dimostrare la considerazione cinese per un partner considerato dichiaratamente strategico. Il messaggio e': siamo tutti dalla stessa parte, alternativa a quella occidentale che, in Africa come in Cina, conserva il sapore amaro della colonizzazione. Oltre a questo dobbiamo aggiungere il fatto che i cinesi non applicano una selezione dei loro interlocutori finanziari. E' un comunismo molto atipico, che persegue lo scopo del profitto a tutti i costi. In cambio del petrolio non solo vendono armi al Sudan, ma oppongono il loro potere di veto a qualsiasi risoluzione Onu contro il regime islamico di Karthoum, responsabile del genocidio del Darfur - del quale, per la verità, ci infischiamo altamente anche noi buoni. Non distinguono fra despoti sanguinari e corrotti e presidenti democraticamente eletti - sempre che in Africa la distinzione sia cosi' netta. Non si preoccupano delle ricadute sul mercato dei loro prodotti a basso costo e affossano cosi' i mercati locali. Un caso negativo esemplare e' il tracollo del''industria tessile nazionale in Zambia. Non e' dato sapere, ne' semplice calcolare, i danni causati in Africa, per decenni, dall'azione di prestigiose Istituzioni internazionali come la Banca Mondiale o il Fondo Monetario Internazionale, in stretta collaborazione con le maggiori multinazionali del mondo. La politica cinese è sicuramente più esplicita e violenta, meno romanzata della nostra, ma ha dato prova di essere molto efficace, riuscendo a raddoppiare in pochi anni il Pil pro capite dei cinesi. Il punto e' che i paesi occidentali hanno la coscienza molto sporca, rispetto all'Africa: e forse è per questo che l'occidente non si scandalizza e non interviene di fronte ad una politica estera così invasiva e poco attenta ai diritti umani ed ai principi di autodeterminazione. Vale sempre lo stesso antico detto africano? Quando due elefanti combattono, e' l'erba a soffrire. 12/12/2006 Deportato05/12/2006 Per un amico....a volte capita di non trovare le parole giuste. a volte capita qualcuno che sta peggio di te. è rassicurante non sentirsi soli. ti capita di vivere tante cose talmente assurde che non avresti mai pensato ti potessero capitare nel corso della stessa vita. a volte capita che la realtà supera l'immaginazione. la vita ci mette davanti tante cose orrende, ed allora bisogna imparare a chiudere gli occhi. perché altrimenti si viene abbagliati e si rischia di non vedere mai le cose belle. si rischia di non riuscire più a ridere davvero. bisogna imparare ad apprezzare le tragedie che ci hanno fatto soffrire e piangere nella vita. ad esserne quasi felici. perché, amico mio, se nella vita non avessimo sofferto così tanto saremmo ancora dei bambini. alcune persone rimangano dei bambini tutta la vita. gli adulti li riconosci dagli occhi, perché le lacrime che hanno versato rimangono lì, si fissano e lucidano gli occhi di malinconia, per sempre. come gli occhi di ieri. così abbiamo imparato a prendere dalla vita quello che può darci, abbiamo imparato ad accontentarci ed a sorridere di niente. abbiamo imparato a vivere come viene. a volte ci si sente meno soli, non credi? chi ha subito un danno e' pericoloso: sopporta tutto troppe emozioni rendono insensibili troppe emozioni rendono impassibili sarei stato in grado di comprendere ogni castigo avesse avuto in se' un valore non c'e' valore se non c'e' vanto nel dolore chi e' costretto ad ascoltare troppo non vuole piu' parlare Bluvertigo – Troppe emozioni |
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