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07/11/2007

Wikipedia è fascista.

Avevo aggiunto una parte all'articolo di wikipedia riguardante la mano invisibile di Adam Smith.

Questa parte è stata tolta, perchè qualche fascista ignorante non vuole che si sputi sul grande padre del liberalismo, anche quando diceva delle cazzate colossali.



Avevo aggiunto alla fine di un paragrafo questa parte:

La scoperta delle esternalità ha messo definitivamente in crisi l'illusione della mano invisibile di Smith, dimostrando come il perseguimento dei fini individuali causasse dei costi nascosti che vengono scaricati sulla società, generando inefficienze che possono essere corrette solo con l'intervento pubblico (anche solo un intervento squisitamente legislativo).

Non c'è niente di sbagliato in quello che ho scritto. La mano invisibile di Adam Smith è una cazzata grossa almeno quanto il taglio delle tasse.

Il discorso è estremamente articolato e riguarda circa gli ultimi cinquanta anni di evoluzione delle teorie economiche. Tuttavia è sufficiente dire come una crescita della ricchezza senza freni non sia desiderabile dal punto di vista della collettività, ma solo dal punto di vista individuale. Proprio perché la crescita presenta dei costi che poi è la società a dover pagare, e non il singolo.

Il classico esempio è quello dell'inquinamento, l'individuo non sostiene nessun costo nell'inquinare un fiume, il costo viene pagato dalla collettività che, magari, è molto più alto del ricavo incassato dal singolo.

Quindi nelle scelte di produzione l'imprenditore non fa rientrare dei costi (perchè non li sostiene) e produce più di quanto socialmente auspicabile.

Quindi, caro il mio Adam Smith, vaffanculo.

Mi dispiace che dei seguaci di Berlusconi abbiano censurato la mia scritta, wikipedia ne ha perso.

02/11/2007

Qualcosa di estremamente spiacevole

Ieri mi sentivo triste senza motivo.
Avevo scritto cose tristi perchè ero triste.
Pensavo fosse un dopo sbronza.

Era come se mi avessero dato un pugno allo stomaco.
Non sapevo perchè.

Oggi lo so, cos'è quella cosa estremamente spiacevole che sentivo ieri.

Perchè ieri avevo pubblicato quelle precise foto di quella precisa vacanza?

Oggi l'ho capito.

Ne metto un altra adesso.



Non ho voglia di scrivere.

Spero che tutto rimanga così, come quest'attimo in cui sorridi al vento, in questo luogo dove siamo cresciuti insieme, così per sempre.

Ciao.
01/11/2007

Lui è andato via, e non tornerà...

Un altro po' di fegato è andato e non tornerà. Trallallero, trallallà.

Soddisfazione ti sussurra di premere sull'acceleratore e vedere che la macchina corre, sfoga 150 cavalli e romba.

Malinconia grida che spaccherai tutto se guidi sempre così.

Annebbiato, estasiato, impaurito, eccitato.

Consapevolezza arriva e ti ricorda che comunque si spaccherà.

Tranquillità preme come un macigno sul piede ed abbassa l'acceleratore.

Preoccupazione ti allarma per quello che succederà.

Ma non c'è bisogno di allarmismi.
Noia li cancella tutti e ti toglie la gioia di un emozione ripetuta allo sfinimento come un cacciavite che gira.

Ora è arrivata quest'ultima fase
, quella della guida tranquilla, con qualche guizzo sporadico.
Per fortuna, è arrivata.

Motori e fegato non sono poi così diversi, benzina ed alcol si assomigliano molto.

Cerco di vivere ogni giorno, prendo la vita come un regalo, di cui non ci si può lamentare se è rotto, se non è come lo volevi.

E' un regalo. Chi lo ha fatto voleva dirmi qualcosa.

Ma una volta non era così.
Una volta avevo paura di morire. Tanta, forse troppa, forse più di tanti altri.



L'adolescenza è stato questo per me.
Una paura spigolosa, pungente, improvvisa, che arriva come il freddo della febbre. Brividi ti assalgono e ti corrono dietro e non ti spieghi come sia possibile continuare ad avere freddo, dentro le coperte.

Ad un certo punto mi sono reso di essere grande.
Non è una cosa che capisci da un giorno all'altro. Ti rendi conto che cominci a cercare la felicità in un altro modo. Non puoi farci niente.

Avevo smesso di crescere e di svilupparmi.
Avevo cominciato a morire.

E' una cosa lunga. Un processo naturale, mi sono reso conto che il mio corpo aveva smesso di migliorarsi e si era arrestato.

Così ti guardi allo specchio cercando di trovare differenze con il giorno prima, che non trovi mai.

E ti chiedi allora perchè in quelle foto eri così.



Guardi quelle foto e le rimpiangi, nonostante il fatto che non eri felice. Non più di ora.

Non rimpiangi quel periodo, rimpiangi le possibilità che avevi. E ti immagini come sarebbe stata un altra strada, un altro te.

Ma non c'è nessun altro te, nessuna libertà.
Tu dovevi fare quello che hai fatto.

Così scacci quel pensiero e ti dici godiamoci una decade di Decadenza.

Tanto ancora mi aspetta.

Oggi è il primo novembre.
Di nuovo.

Spero di portarvi sempre con me, come prometto sempre il giorno che qualcuno mi fa cadere lacrime andandosene.